La natura nel cuore
Il frutto
ROSA CANINA (Rosa canina L. )
Questa pianta, detta anche rosa selvatica, deve il nome canina a una leggenda secondo la quale un soldato romano fu guarito dalla rabbia con un decotto di radici.
E’ l’antenata delle rose coltivate. I suoi frutti carnosi, chiamati cinorrodonti, raggiungono la maturazione nel tardo autunno e sono la sorgente naturale più ricca di vitamina C, tanto che ne possiedono più di qualsiasi altro frutto. Questa vitamina è presente fino a 50-100 volte in più rispetto agli agrumi tradizionali (arance e limoni). La rosa canina è molto conosciuta per la sua efficacia nel rafforzare le difese dell’organismo contro le infezioni e, particolarmente, contro il comune raffreddore. Durante la Seconda guerra mondiale la rosa canina ebbe un ruolo fondamentale nella fornitura di vitamina C ai bambini britannici, in sostituzione degli agrumi.
La rosa canina, poi, possiede altri principi attivi: tannini, pectine, carotenoidi, acidi organici, polifenoli (vitamine A, B, B2, E, P, K, PP). Queste componenti danno vita a ulteriori proprietà interessanti che la rendono vitaminizzante, antinfiammatoria, antiallergica (è uno stimolo alle difese immunitarie a livello respiratorio, in modo particolare del biotipo allergico). Inoltre, ottimizza la circolazione del sangue.
Il frutto
UVA SPINA (Ribes uva-crispa/grossularia L.)
L’uva spina è un arbusto alto fino a due metri, i cui rami presentano spine robuste e lunghe.
E’ una varietà di ribes con acini di colore giallo, verde pallido o rosato, a seconda della varietà. La buccia è trasparente e lascia intravedere i semi e la vascolarizzazione della polpa. All’apice persiste, disseccato, un abbondante residuo dell’involucro esterno del fiore. Il sapore è carente di acidità in piena maturazione.
In Italia è poco usata e difficile da trovare, perché il degrado ambientale ne ha limitato la diffusione spontanea. Viene anche detta uva marina, uva spinella, uva dei frati, uva ursina.
I frutti dell’uva spina stimolano l’appetito e aiutano la digestione, sono inoltre diuretici e lassativi.
La ricetta
Contiene uva spina raccolta allo stato spontaneo.
Il frutto
VISCIOLE (Ciliegie selvatiche Prunus avium)
Le visciole sono il frutto di alberi selvatici che appartengono alla famiglia dei ciliegi acidi. Il ciliegio selvatico, secondo una tradizione affermata, fu introdotto nel nostro Paese da Lucio Lucullo che lo aveva trovato in Asia Minore.
Il frutto a piena maturazione è di un colore rosso rubino vivissimo. Il suo profumo è intenso. La polpa è succosa e ricca di vitamine (in particolare A e C, ma anche B e PP), di zuccheri e sali minerali, di calcio, cloro, ferro, fosforo, magnesio, potassio, sodio e zolfo, ma soprattutto eccelle in polifenoli. Inoltre, contiene preziosi principi protettivi, disintossicanti e depurativi. In particolare, il ciliegio selvatico è un efficace diuretico e lassativo. Come diuretico si usa nei casi di gotta, di artrite, nelle calcolosi renali, nelle cistiti. E’ anche un eccellente tonico per l’organismo.
La ricetta
Contiene visciole selvatiche.

Lavare bene le pere senza sbucciarle. Tagliarle a spicchi. Tagliare a fette spesse anche il formaggio Caprino e comporre il piatto alternando i due ingredienti.
Servire cospargendo con il miele di acacia RdA.
- Insalate miste lavate 100 g
- Mele granny smith 2
- Speck di Asiago 12 fette
- Gherigli di noce 40 g
- Miele di eucalipto RdA un cucchiaio
- Germogli di soia
- Erbe aromatiche fresche (erba cipollina, aneto, maggiorana, menta)
- Il succo di ½ limone
- Olio extravergine d’oliva
- Sale

