La natura nel cuore

La Rigoni di Asiago svolge attività di produzione e commercio nel mercato alimentare proponendo prodotti esclusivamente provenienti da agricoltura biologica. Alla tradizionale produzione di miele, l'azienda ha affiancato con successo la marmellata Fiordifrutta, il dolcificante naturale DolceDì, la crema di nocciole Nocciolata e la frutta pronta all’uso Fruttosa. La RdA lavora nella natura e con la natura. Scegliere il biologico, di produrlo come di mangiarlo, significa, di fatto, conservare nel tempo le risorse della natura. Significa pensare a noi stessi e al futuro delle nostre generazioni. La Rigoni di Asiago questa scelta l'ha fatta molti anni fa.
Concorso Fruttosa, Fiordifrutta, DolceDì, Miele, Nocciolata

Concorso Fruttosa

Storia della Rigoni di Asiago


 

I cimbri

In un’epoca lontanissima, un popolo proveniente dal nord, forse dalla Germania, forse dalla Scandinavia, probabilmente ciò che restava dell’esercito sconfitto dal Console romano Cajo Mario nelle pianure di Verona, scelse come “terra promessa” un’area di montagna che si estendeva attraverso due antiche vie di comunicazione tra la pianura veneta e il nord Europa. Era un territorio vasto, di terra verde, cinta da alte vette. Un’area di montagna che oggi si chiama Altopiano di Asiago, o degli Otto Comuni. Qui i Cimbri, così si chiamava quel popolo, conservarono per secoli la loro lingua e le loro tradizioni. In questo paesaggio di boschi, di prati, di fiori e di frutti i Cimbri sapevano ricavare dalla natura alimenti ed utensili. Producevano un ottimo formaggio, lavoravano la lana e ottenevano dai fiori e dai frutti mieli e confetture squisite. Tutti i prodotti della Rigoni di Asiago prendono spunto da quelle ricette originali.

 

Nonna Elisa

nonna_elisaElisa Antonini (la nonna di Andrea, Antonio, Luigi e Mario Rigoni che rappresentano l’attuale vertice aziendale della Rigoni di Asiago Spa) aveva la tempra combattente della gente di montagna e il piglio di chi fronteggia la vita a viso aperto. Quella vita che le aveva già presentato un conto salatissimo. Un marito, Antonio, morto nel Varesotto, da sfollato della Prima guerra mondiale e, una volta tornata ad Asiago, nove figli da crescere, due malati di poliomielite, Mario e Paolo. Questi due erano il cruccio di Elisa, in quanto non potevano, Mario e Paolo, fare sforzi pesanti. La madre li indirizzò verso l’attività di rilegatori di libri, ma le venne in mente anche un dopolavoro legato al miele. Già, le api, la grande passione del marito Antonio. Da questo punto di vista, per altro, Asiago, sull’Altopiano vicentino, offriva il meglio, sia per l’aspetto naturalistico, sia per gli insegnamenti sulla lavorazione del miele e delle confetture tramandati dai Cimbri.

 
 
 

Il miele, una passione

Mario e Paolo ci misero pochissimo ad abbracciare totalmente la passione di famiglia. Così, appena terminati gli impegni di rilegatori, correvano dietro casa, nel prato delle arnie. Col tempo, la famiglia Rigoni notò che il miele prodotto principalmente per uso domestico trovava consensi sempre più larghi. La richiesta cresceva. Così decise di vendere la produzione eccedente. Andò tutto talmente bene che l’apicoltura divenne per loro una seconda attività vera e propria. Mario e Paolo Rigoni furono i primi titolari dell’Apicoltura Rigoni Snc, azienda a conduzione famigliare, in quanto tutti in casa erano chiamati a collaborare, a cominciare da Vittorio, Narciso e Giuseppe, gli altri figli. Gli affari andarono bene, tanto che l’apicoltura divenne la prima attività della famiglia Rigoni. Scomparsi Paolo e Mario, subentrarono nella gestione Vittorio e Narciso.
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(2) Apiario Contrada Rigoni di sotto, 1965 per web

Apiario Contrada Rigoni di sotto, 1965 per web

 
 

L’ultima generazione Rigoni

quattrorigoniAndrea, Antonio e Luigi, i figli di Vittorio, e Mario, l’erede di Narciso, a loro volta crebbero tra boschi, prati, alberi da frutta, fiori, arnie e api. Dando una mano tra le arnie. E a subentrare nella conduzione dell’attività quando i tempi furono maturi. Dalla nascita e fino al 1978 l’impegno della famiglia Rigoni fu concentrato esclusivamente sull’allevamento delle api nell’Altopiano di Asiago. Api e miele. A partire dal 1979, con l’insediamento della terza generazione dei Rigoni, iniziò l’attività di trasformazione e commercializzazione di altri tipi di miele, oltre a quelli di propria produzione. In breve tempo, l’attività di trasformazione assunse la preminenza rispetto a quella produttiva. Con un’ulteriore novità: la proposta di tante varietà di miele, legate all’origine botanica. In sostanza, l’offerta dei mieli tipici della terra d’origine si allargava, comprendendo i mieli caratteristici di più regioni italiane. Sempre e comunque ritagli di natura accuratamente selezionati e inseriti nella “mappa dei Rigoni”, diventata sinonimo di qualità. In questo contesto, i Rigoni furono i primi ad introdurre nel mercato italiano il miele monoflora. Parallelamente, iniziarono altre produzioni: in particolare confetture al miele e integratori a base di prodotti apistici. Anche la commercializzazione venne rivista, lasciando i negozi specializzati in favore della grande distribuzione.

 

Il miele non basta più

Nel novembre del 1989 cadde il muro di Berlino. Rivoluzionando l’Europa anche per il mercato del miele. Presero ad arrivare dall’Est prodotti venduti a prezzi molto bassi e di qualità dubbia. Inoltre, la crisi dei consumi degli anni ‘90-’91 si trascinò appresso l’avvento, nel mercato della distribuzione, dei negozi discount. L’effetto immediato fu uno sconvolgimento delle richieste dei clienti. Tanto che la marginalità del prodotto venduto scese moltissimo. L’Apicoltura Rigoni dovette fronteggiare questa crisi nel momento meno adatto, in quanto esposta finanziariamente con un investimento importante: l’apertura, datata 1990, del nuovo centro produttivo, anche questo scelto sull’Altopiano, a Foza, dotato di moderni impianti e nuove strutture produttive.

 

La scelta del biologico

Le difficoltà aguzzano l’ingegno, come si suole dire. Accadde anche per i fratelli Rigoni. Il mercato cambiava e richiedeva decisioni all’altezza di questi cambiamenti. Se prima veniva coperta col marchio Apicoltura Rigoni una parte importante del mercato italiano, era giunto il momento di cambiare posizionamento. A ciò, i Rigoni, una “squadra” sempre più compatta e decisa, affiancarono un’altra scelta, una scelta di vita, dettata dalla loro storia, dalle loro tradizioni e dalla natura che li circondava da sempre: furono tra i primi in Italia a sposare la causa del biologico e a rivolgersi a quella “nicchia” di mercato. La svolta è datata 1992 e segna un ulteriore senso di appartenenza dell’azienda e dei suoi uomini al territorio, alla montagna.

 

Nasce Fiordifrutta

aranceIn primo luogo, vengono ampliate le varietà di miele commercializzate, tutte biologiche, poi nel laboratorio di Foza vengono studiati nuovi prodotti, in particolare marmellate, inizialmente dolcificate con il miele, ingrediente progressivamente abbandonato, in quanto comportava problematiche qualitative, e sostituto con un dolcificante naturale ottenuto dal succo di mela. Fu la mossa vincente. Nacque Fiordifrutta, una confettura che abbinava la scelta del biologico a competenze esclusive di dolcificazione naturale, attraverso tecniche di cottura a bassa temperatura. Registrò subito un grande successo. Grazie alla sua straordinaria bontà abbinata alla genuinità. La scelta del nuovo mercato venne premiata dal consenso di venditori e consumatori. La strada intrapresa era giusta. Per stare adeguatamente al passo con l’evolversi della situazione, venne redatto un piano industriale incentrato su nuovi macchinari che garantivano un altissimo grado di tecnologia e automazione. Lo scopo era invariabilmente quello: mantenere uno standard qualitativo superiore a quello dei concorrenti, contenendo i costi di mano d’opera e di energia.

 

Una porta sulla Bulgaria

coltivazioni-fragole-ecoterraNel 1993 venne aperta una porta importante sulla Bulgaria, con la nascita di società collegate e destinate soprattutto alla raccolta di alcuni tipi di frutta biologica impiegati per Fiordifrutta, l’unica confettura prodotta con sola frutta e succo di mela biologici. Un’attività di coltivazione e di trasformazione che è andata via via sviluppandosi negli anni. Il 1997 è un’altra data importante per la società, che vede la storica Apicoltura Rigoni Snc diventare la Rigoni di Asiago Spa, adeguandosi alla crescita costante. Nello stesso periodo nasce anche la Rigoni Usa Inc che distribuisce sul mercato statunitense la gamma completa dei prodotti. Nel 1999 entrano nella compagine societaria due nuovi partner, la società pubblica Sviluppo Italia (12,3%) e la finanziaria regionale Veneto Sviluppo (29,8%). I fratelli Rigoni mantengono la maggioranza delle quote azionarie.

 

Leader del biologico

mieliCon l’apporto del nuovo capitale, la Rigoni di Asiago conosce uno sviluppo straordinario e diventa leader del biologico in Italia. La ricerca costante della qualità e l’inflessibile etica imprenditoriale premiano l’azienda e il suo lavoro, largamente apprezzato dai consumatori, e portano alla nascita di nuovi prodotti, sempre fedeli alla filosofia aziendale del naturale: tra questi spiccano DolceDì, lo zucchero delle mele, e Nocciolata, la crema spalmabile di nocciole biologiche. Nel 2005 i fratelli Rigoni riacquistano le quote societarie di Sviluppo Italia e Veneto Sviluppo tornando ad avere il pacchetto completo delle azioni della Rigoni di Asiago Spa.

 
 
 
 

Leader delle marmellate

vetrinaIl mese di giugno del 2006 segna un’altra data fondamentale per la Rigoni di Asiago, ma anche per il mercato italiano del biologico in generale. Fiordifrutta conquista la prima posizione nella classifica italiana delle confetture più vendute. Una leadership raggiunta con un prodotto biologico contro concorrenti che, al contrario, puntano su marmellate tradizionali. Il 2008, infine, segna un’altra svolta aziendale. Con Fruttosa, la Rigoni di Asiago, spiazza i mercati del settore commercializzando un dessert di frutta che non ha eguali sul mercato. La Rigoni di Asiago è oggi un’azienda di successo, ma anche una tradizione di famiglia che è stata tramandata e viene sviluppata dalle nuove generazioni. I fratelli Antonio, Andrea, Luigi Rigoni e il cugino Mario continuano l’attività con lo stesso entusiasmo di nonna Elisa, alla quale va il merito di essere riuscita a trasmettere ai nipoti la saggezza e l’amore per la natura dei Cimbri.



10 commenti

10 commenti
  • Andrea Rigoni 19.05.2010 ore 10:11

    :-) :-) :-) :-)


  • PIMPRA 19.05.2010 ore 10:09

    … ne mangio talmente tanta, e solo Rigoni, che a ben vedere, mi sento praticamente una azionista…

    :-)


  • nadia mentasti 01.03.2010 ore 13:01

    prodotti squisiti!! e un’attenzione al cliente davvero magnifica! ho ricevuto anche oggi un regalo dalla ditta …una bellissima crepiere!
    e la forma del vasetto mi piace tantissimo. bravissimi !


  • ALESSANDRO FREZZOTTI 06.12.2009 ore 17:41

    la migliore marmellata del mondo.
    ma per favore, il barattolo esagonale alla fine è una tortura da pulire con il pane negli angolini…..


  • pierpaolo bon 04.11.2009 ore 23:54

    finalmente conosco la storia di chi produce tutti quei vasetti che campeggiano sulla mia tavola all’ora di colazione… le vostre marmellate sono straordinarie, e ve lo dico da addetto ai lavori oltre che da gran goloso… spero che prima o poi ci sarà l’occasione di incontrarvi personalmente a qualche appuntamento di settore, anche se ben capisco quanto sia difficile a casua della mole di impegni che un’azienda come la vostra comporta… complimenti di cuore


  • jessicaj 14.09.2009 ore 22:06

    sono andata a la fiera di bologna Sana domenica scorza e uno di voi a regalato a mio figlio (2 anni) un baratolo di nocciolata) io non ho visto bene il baratolo ,pero oggi abbiamo divorato quasi la meta del baratolo..mmm que buona!!..adesso grazie a questo regalo..ho conosciuto la Nocciolata..cercaro tutti i prodotti vostri che vedo che sono fatti con zucchero di mele e tanta frutta per confezione..complimenti!!


  • Giovanni Macrì 09.07.2009 ore 15:12

    è da molto tempo che faccio colazione con le vostre arance amare e non saprei come sostituirle. Grazie


  • Maltauro R 08.06.2009 ore 17:33

    Buone, squisite, ma sopprattutto genuine le vostre marmellate mi rallegrano la colazione.


  • Chiara Calvi 20.04.2009 ore 11:03

    Buongiorno, abbiamo appena visto un servizio del tg4 sulla vostra azienda. Dopo anni di consumo dei vostri prodotti, vedere come vengono fatti, chi li fa e soprattutto chi è l’imprenditore che sta dietro tutto ciò, il suo sorriso aperto, il suo sguardo luminoso e l’ ottimismo con il quale affronta il futuro, ce li farà acquistare ancora più volentieri. Siete la bella azienda che ci immaginavamo, ad ogni cucchiaino di marmellata assaggiato in questi anni. Complimenti e grazie.


  • C.I.M.A. S.r.l. 26.03.2009 ore 17:37

    complimenti ci è piaciuto molto leggere la storia della Vs. Azienda, riteniamo che i consumatori di biologico siano anche molto attenti a tutto ciò che avete scritto, quindi avete colpito nel segno



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