La natura nel cuore
Benritrovati,
la foresta che diventa miele. Il miele che diventa foresta. Il ruvido e il dolce. Profumi, gusti, pensieri che si contrappongono nel sottobosco. Fino a creare un felice accostamento. Il progetto è andato in porto e coinvolge la Rigoni di Asiago e la foresta del Cansiglio, che unisce idealmente il Veneto al Friuli.
Una foresta caratterizzata da un microclima unico e da straordinarie risorse naturali. Risorse che gli apicoltori del posto conoscono bene, tanto che da decenni vi portano i loro alveari per produrre eccellenti miele monoflora, in particolare lampone, melata di abete e faggio. Un nomadismo apistico radicato, ma per troppo tempo disordinato e lasciato all’iniziativa dei singoli.
Finché Veneto Agricoltura (che gestisce il bosco), Pefc (l’organismo per la certificazione forestale, e il Cansiglio è una foresta certificata, laddove le forme di gestione boschiva rispondono a determinati requisiti di sostenibilità), Apat (la maggiore associazione di apicoltori locali, gestisce lo sfruttamento dei 500 alveari collocati nell’area) e la Rigoni di Asiago si sono trovati a un tavolo con un obiettivo comune: la foresta del Cansiglio è conosciuta per la filiera del legno, ma può diventare anche un punto di riferimento per altre attività, come quella dell’apicoltura. Da qui l’idea di dare vita a un vero e proprio marchio caratterizzate del miele del Cansiglio, con tanto di certificazione della tracciabilità. E, conseguentemente, la commercializzazione di un prodotto unico al mondo.
Già, unico al mondo, per ben tre motivi: miele dotato di certificazione biologica, primo e unico con la certificazione Pfc, valorizzazione di un marchio distintivo di una zona ben delimitata e riconoscibile.
Un progetto ambizioso che ha trovato la piena collaborazione della Rigoni di Asiago. Per dare valore a un territorio, infatti, secondo noi bisogna sapere valorizzare tutte le produzioni che questo ospita. E noi di miele qualcosa ne sappiamo, visto che la nostra storia è riconducibile a api e miele. Un miele così può avere un forte impatto tra i consumatori, in quanto è legato a un territorio prezioso, un vero e proprio polmone ambientale.
E’ quindi stato firmato un accordo secondo il quale la RdA acquisterà oltre cinquemila chili di miele biologico da due apicoltori dell’Apat che gestiscono circa 150 alveari e con i quali già intratteniamo rapporti da lunga data. Questo miele lo venderemo con il marchio “Miele del Cansiglio” e farà parte di una produzione ristretta e mirata.
Inizia una nuova avventura. Sarà esaltante, come sempre tutto quello che ha a che fare col miele.
Ciao, a presto.
Andrea

Già mi piaceva il vostro miele, questo sarà ancora più buono!
Non vedo l’ora di assaggiarlo!
Deve essere spettacolare questo miele!