La natura nel cuore
Benritrovati,
ha vinto il ventenne statunitense Joseph Dombrowski. Ed era scontato. Avendo fatto il vuoto ieri sul Gavia, oggi ad Asiago, nell’ultima tappa, lo attendeva niente di più che la meritata passerella finale. Davanti al sardo Fabio Aru, secondo. Ma, soprattutto, ha vinto il GiroBio. Un’altra volta. Ha vinto l’entusiasmo, la passione, l’etica che muovono il Giro d’Italia dilettanti del patron Giancarlo Brocci. Così oggi, ai piedi dell’ossario, è stata festa grande. Perché si è conclusa un’edizione entusiasmante del Giro Bio. Una chiusura a casa nostra, come lo scorso anno. Favorita da una bella giornata di sole e da un pubblico appassionato e partecipe. Il circuito da ripetere ha visto il successo allo sprint di Mattia Pozzo.
Il nazionale russo Ilnur Zakarin, leader della corsa fino alla tappa del Gavia (foto sotto il titolo), nono nella classifica finale, ha conservato la maglia della Rigoni di Asiago aggiudicandosi così la classifica a punti. Ad applaudirlo, sul palso, mio fratello Antonio che ha rappresentato l’azienda. Un’azienda che del Bio ha fatto una questione morale. Anche nel ciclismo…
Ciao, a presto.
Andrea









