La natura nel cuore
Benritrovati,
per la cronaca il torneo maschile è stato vinto dalla rappresentativa della Nazionale Italiana (bissa il successo dello scorso anno) che ha battuto in finale i ragazzini terribili della Lazio.
Stesso verdetto per il torneo femminile. Hanno vinto le azzurre che in finale hanno avuto la meglio sulle ragazze della Nazionale Iraniana.
Cortina Seven 2010, il rugby a 7 portato in alta quota, dal punto di vista sportivo è qui. Ma c’è ben dell’altro. La manifestazione ha significato una pagina importante di integrazione tra i popoli. Con lo sport a fare da comune denominatore. Cosa sta succedendo in Iran lo sapete. Gli osservatori di politica internazionale dicono che è una polveriera pronta ad esplodere. Con ripercussioni mondiali.
Ebbene, gli organizzatori del Cortina Seven non hanno pensato a nulla di tutto questo quando hanno deciso di invitare la squadra femminile iraniana di rugby. I responsabili locali hanno accettato, l’operazione è partita e così l’evento dolomitico è decollato anche a livello di battage mediatico.
Le ragazze sono arrivate a Roma con il responsabile della loro Federazione e la loro allenatrice. Nulla di più. Hanno trascorso due giornate a Cortina circondate da fotografi e cineprese. Erano tese. Ma per le partite. Grintose, brave, battagliere, correte e leali (dopo la sconfitta, in amichevole, del sabato hanno creato un arco di braccia e hanno fatto passare sotto le colleghe italiane. Come dire: onore alle vincitrici!) in campo. Sorridenti e disponibili fuori. Una sorpresa. Una vera sorpresa. Positiva, ovviamente.
E non si sono tirate indietro neanche al Nocciolata Party, allestito con la solita bravura, maestria e intraprendenza dallo chef Marco Valletta. Hanno apprezzato, e molto, la Nocciolata spalmata sul pane le ragazze iraniane.
Le atlete persiane hanno giocato con il velo che copriva capo e spalle. Le potete vedere anche nel video che abbiamo girato. Erano capitanate dalla ventiduenne Zohreh Eyni, che ha commentato. “Un’esperienza nuova e bellissima. Il velo? Noi ci crediamo e non riteniamo sia un impedimento. Per noi è oltre tutto molto importante avere la possibilità di portare la nostra cultura sportiva in Paesi in cui è permesso giocare con il velo, come in Italia. Abbiamo ammirato per la prima volta un Paese meraviglioso, molto simile in alcuni scorci al nostro Iran. L’Italia l’amavamo già prima, ora ne siamo conquistate”.
Se ne sono andate, le ragazze iraniane, tra gli applausi del pubblico. Loro non sapevano cosa fare per ricambiare: applaudivano a loro volta, ringraziavano con la testa. In tutte loro l’emozione era forte. Un’emozione che ha contagiato tutti.
Il rugby a 7 come noto tornerà nel programma olimpico a partire dai Giochi estivi di Rio de Janeiro 2016. L’Italia cercherà di qualificarsi, così come l’Iran, che partecipa già anche al 5 Nazioni asiatico.
La palla ovale ha già fatto molto. Farà ancora di più. Ne sono certo.
Ciao, a presto.
Andrea
