La natura nel cuore
Continua la serie di interviste curate dal nostro Ufficio stampa. Si tratta di ritratti-interviste dei collaboratori di RdA, coloro che in azienda rivestono ruoli nevralgici. Oggi tocca a Cristina Rigoni (nelle foto).
Scheda
Nome: Cristina
Cognone: Rigoni
In RdA dal: 2001
Incarico alla RdA: responsabile mercati esteri
“E pensare che odio il freddo. A me piace il caldo. Il mio luogo ideale è la California…”.
Cristina Rigoni ripensa al suo legame con Asiago e non può fare a meno di sorridere. Asiago è stato e resta il suo riferimento. Tutto è iniziato sull’Altopiano. Tutto continua sull’Altopiano.
“Sono nata ad Asiago – continua Cristina -, da una famiglia di asiaghesi (col cognome che porto non potrebbe essere diversamente!!!….) che viveva a Padova. Erano qui per le vacanze natalizie quando sono arrivata io, un po’ prima del previsto. Dopo due giorni ero già a Padova, e lì sono cresciuta. Ma papà Ugo e mamma Franca hanno sempre tenuto casa ad Asiago. Quindi, io, mia sorella Elisabetta, mio fratello Antonio e i nostri genitori qui abbiamo sempre trascorso week end e vacanze. Come essere di casa, insomma. Un rapporto stretto che dura da sempre”.
Quando si dice il destino…
Cristina Rigoni che ama il caldo e vive in montagna oggi è la responsabile dei mercati esteri per la Rigoni di Asiago. Nella sede centrale di via Oberdan è arrivata nel 2001, dopo una breve esperienza nell’insegnamento scolastico. Ovviamente ad Asiago…
“Liceo linguistico a Padova, poi Lingue e letterature straniere a Venezia. Seguendo una passione, un’attitudine. Fin da ragazzina volevo imparare le lingue per girare il mondo e stare con la gente. Andavamo al mare sulla costa adriatica. C’erano tanti ragazzini tedeschi con le loro famiglie. Mi incuriosiva come parlavano. Cercavo di biascicare qualche parola, di conversare. Fatto sta che il tedesco è stata la prima lingua che ho studiato. All’estero ho cominciato ad andare che avevo 14 anni. Prima liceo, un mese a Parigi per una vacanza-studio. Da allora ogni anno ho sempre trascorso un certo periodo fuori dall’Italia. In Inghilterra, in Francia o in Germania. Ho vinto anche una borsa di studio Erasmus. Sei mesi a Salisburgo, in Austria, a perfezionare la mia prima lingua. Martedì 6 marzo 2001 mi laureo (105, niente male…) e il giorno dopo entro in un’altra dimensione. Devo cercare un lavoro…”.
Quando si dice il destino…
Cristina Rigoni ha una cara amica di Vicenza con una mamma preside alle scuole medie di Asiago. L’amica il giorno dopo la festa di laurea, alla quale non era riuscita a partecipare, chiama Cristina per sapere com’era andata. Il discorso cade sul lavoro da trovare.
“Mia madre dice sempre che ad Asiago hanno difficoltà a trovare supplenti. Perché non fai domanda?”, fa l’amica.
“L’insegnamento era l’ultima cosa a cui pensavo – ricorda Cristina – , ma non sono una tipa riflessiva. Mi sembrava una buona idea. Il sabato compilo e recapito la richiesta. Il lunedì successivo, mi chiama la mamma-preside. “Ci sarebbe da prendere una supplenza, ma devi decidere subito. Prendere o lasciare. Le insegnanti in graduatoria hanno già detto tutte di no. Nessuna vuole venire ad Asiago. Tu cosa fai?”.
Quando si dice il destino… Cristina non ci pensa su neanche un secondo. Biascica un sì e si ritrova ad Asiago. Un’altra volta. Martedì 13 marzo, sette giorni dopo la laurea, è al suo primo giorno di lavoro.
La supplenza (lingua straniera, il francese, sei classi) le viene rinnovata ogni 15 giorni e va avanti così fino a giugno, conclusione dell’anno scolastico. Ma il destino (asiaghese) è già dietro l’angolo e impone un’altra virata.
Il 2 settembre dello stesso anno, infatti, Cristina Rigoni entra alla Rigoni di Asiago.
“La mia famiglia conosceva i fratelli Rigoni – continua -, inoltre io collaboravo già con l’azienda. Facevo l’hostess nelle loro occasioni pubbliche. Soprattutto alle fiere. Parlare tre lingue mi favoriva. Tanto che Andrea Rigoni mi chiama e mi informa che stanno cercando una giovane da avviare nel settore commerciale con la prospettiva di occuparsi dell’estero. Un altro bivio. Un altro sì. Comincia la mia seconda vita. Ma partenza e arrivo sono sempre ad Asiago… ”.
L’azienda è in forte sviluppo. Le prospettive sono molto, molto interessanti.
“Vengo introdotta diventando l’assistente di Enrico Buganza, responsabile del settore commerciale, poi divento anche l’assistente dell’amministratore delegato Andrea Rigoni per le prime esperienze commerciali all’estero. Fino a tre anni fa il lavoro si è concentrato sull’incremento del mercato italiano. Il risultato è stato eccezionale, con Fiordifrutta leader delle marmellate in Italia e una serie di nuovi prodotti da affiancare a confetture e miele. Dal 2010 al 2008 ho maturato una bella e proficua esperienza nel commerciale. A quel punto l’azienda era pronta per cominciare a mettere il naso fuori dall’Italia e siamo partiti”.
- Il coronamento di un percorso?
“La continuazione di un percorso. Questo lavoro mi è piaciuto fin dal primo giorno. Oggi non mi vedo da nessun’altra parte se non alla Rigoni di Asiago. Diventando la responsabile dei mercati esteri mi sono anche completata professionalmente, integrando l’esperienza commerciale e la conoscenza dell’azienda, in tutte le sue sfaccettature, con la conoscenza delle lingue. Interfacciarmi con gli altri per me resta il lato più positivo di questa professione. Ho trovato quello che cercavo. Meglio di così…”.
- Primi passi fuori dall’Italia?
“L’export ha preso il via in Danimarca e nel nord dell’Europa. Tutti Paesi che recepivano già benissimo il biologico ed economicamente forti. I risultati furono subito positivi per Fiordifrutta. Cogliemmo delle buone opportunità e le cose andarono bene. La Rigoni Usa c’era già, ma lì avevamo un problema di contraffazione. L’abbiamo risolto, ma la vicenda ci ha penalizzato a lungo. In pratica abbiamo dovuto ripartire, dal 2008, e riconquistare la fiducia del consumatore. Lentamente ci stiamo riuscendo”.
- All’estero come si sono evolute le strategie della RdA in questi tre anni?
“Intanto oggi ci sono più persone interne ed esterne che si occupano solo di questo. Gli uffici commerciali di Miami e a Marsiglia sono gestiti da due responsabili locali, cioè Alberto Carli e Patrick Pouly, che coordino. Oggi siamo noi a scegliere i mercati da affrontare. Tutto viene preceduto da un’azione conoscitiva che poi serve a creare una strategia ad hoc. Quindi, ricerche di mercato, studio dei competitor, posizionamento dei prodotti, analisi dei consumatori. Quando tutto è chiaro, tracciamo il piano operativo. Ultimamente, abbiamo fatto così con la Gran Bretagna. A fine anno saremo pronti a partire anche lì. Oggi l’export della Rigoni di Asiago interessa circa il 7% del fatturato, ma è solo l’inizio. L’azienda crede fortemente nel successo all’estero dei propri prodotti, quindi investe. Non agisce mai pensando “partiamo e vediamo come va”, quando parte è perché vuole centrare il bersaglio, vale a dire far uscire il prodotto dallo scaffale”.
- I tuoi spostamenti?
“Passo all’estero da15 a 20 giorni ogni mese. Una volta al mese sono in Francia. Negli Stati Uniti sono già andata quattro volte da gennaio. Poi c’è tutto il resto. Fiere e degustazioni comprese. Sempre viaggi lampo. Massimo quattro giorni in un luogo. Poi via per un altro”.
- Il tuo incarico investe anche la curiosità…
“Sono sempre stata chiacchierona e curiosa. Così non ho nessuna difficoltà a fare i sopralluoghi nei punti vendita all’estero. Anche dove non siamo presenti con i nostri prodotti. Mi piace vedere cosa fanno, cosa propongono i competitors. Trovo sempre delle sorprese. Aziende nuove. Prodotti nuovi. Idee nuove. Gusti particolari che qui non ci sogneremmo mai di proporre…”.
-Tipo?
“In Germania ho trovato una marmellata al gusto di Olivello spinoso. E’ una bacca… In Inghilterra una confettura allo zenzero: da solo, o anche mescolato con l’arancia. Mamma mia….”.
- Come viene recepita la Rigoni di Asiago e i suoi prodotti all’estero?
“C’è consenso. Lo verifico in continuazione. I nostri plus sono la qualità, il prodotto Made in Italy e l’innovazione. Fanno la differenza. La serietà e l’impegno dell’azienda sono apprezzati ovunque. L’immagine è molto, molto positiva. Il mio compito, tra l’altro, è anche quello di coordinare l’immagine e la filosofia aziendale. Il marketing, ad esempio, in ogni Paese lo affidiamo a società esterne e locali. Io devo far rispettare loro le linee guida dell’azienda. Devo trasmettere la nostra storia, la nostra filosofia, la nostra cultura. Abbiamo molto da dire, ma ogni parola, ogni azione della RdA devono seguire un percorso tracciato ad Asiago. Io sono la guida in un percorso che affronto con chi ci rappresenta all’esterno. Devo quindi avere una conoscenza totale dell’azienda e dei prodotti per poi trasmettere tutto all’esterno. E non è facile. Ma lavorare in un’azienda così dinamica, così positiva, così effervescente è stimolante, molto stimolante, soprattutto per giovani come me. Ed è un’esperienza che ti arricchisce personalmente”.
- I clienti, com’è il tuo rapporto con loro?
“Porto loro il calore del nostro Paese. Ho un ottimo rapporto con tutti. Perché è basato sulla trasparenza. Mi viene facile socializzare perché porto in giro per il mondo prodotti nei quali credo molto. Fanno parte della mia vita. Parlo di Fiordifrutta e di Nocciolata come di cose personali, mie. Alle quali sono legata. Questa mia partecipazione viene recepita e apprezzata”.
- Soddisfazioni?
“Tante. Penso alla Germania, dove Fiordifrutta e i mieli Rigoni conquistano puntualmente le medaglie qualità DLG. Penso ai Paesi nordici, dove i prodotti Rigoni di Asiago vengono lanciati legandoli alla valorizzazione culturale della propria storia cimbra e del territorio vicentino. Una sfida vinta recentemente riguarda la Francia. Ora i nostri prodotti lì sono presenti nella catena Auchan, dal prossimo mese di ottobre, miele, Fiordifrutta e Nocciolata saranno anche sugli scaffali dei 108 ipermercati della catena Géant Casino. Abbiamo lavorato un anno per centrare l’obiettivo. Quello francese è il mercato europeo più importante per le creme spalmabili. Il regno di “Bonne Maman”, per capirci. Ed è un mercato conservatore e nazionalista. Difficile anche per chi, come noi, ha prodotti eccezionali da proporre. Entrare nella catena Géant Casino è stato un risultato eccezionale. Quando è arrivata la conferma mi veniva da piangere per la gioia”.
- Il prodotto della RdA al quale sei più affezionata?
“Nocciolata, indubbiamente. E’ straordinaria!”.
-Dove vorresti portarla?
“In Giappone e in Cina”.
- Come fai a spiegare all’estero dov’è Asiago?
“Il punto di riferimento è sempre Venezia. La conoscono tutti. Quando sentono Venezia i visi dei miei interlocutori si illuminano. Poi porto sempre con me non solo il materiale informativo della RdA e dei prodotti, ma anche alcuni pieghevoli di Asiago e dell’Altopiano. Così chi ho di fronte capisce dove viviamo e produciamo. E’ importante nella trasmissione della nostra cultura. Far vedere e collegare natura e boschi con i nostri prodotti colpisce sempre chi, ad esempio, è cresciuto tra i grattacieli di Manhattan”.
- Cosa ti diverte di più quando sei in giro per lavoro?
“L’assaggio dei nostri prodotti negli Stati Uniti. E’ uno show, una recita ogni volta. Gli americani ostentano, sono eclatanti. Assaggiano e fanno mille movenze, mille facce. Belli. Unici”.
- Il tuo obiettivo professionale?
“Ne ho tanti. Ho ancora tutto il mondo da conquistare. L’avventura è appena iniziata…”.
Così Cristina Rigoni che ama il caldo e vive in montagna. Ad Asiago.



COMPLIMENTI !
Risponde Cristina Rigoni.
Caro Giovanni,
per la RdA la conquista del mercato statunitense è tra gli obiettivi più importanti. Tra l’altro il New Jersey, con la California, rappresentano le aree più ricettive per i nostri prodotti. Nocciolata è uno delle nostre referenze più apprezzate negli USA; a fine giugno, a New York, abbiamo ricevuto grazie ad essa il “Sofi Silver Award”, un riconoscimento molto importante, che ci ha riempiti di orgoglio.
Nel New Jersey la puoi trovare, tra gli altri, da “The Fresh Market” e da “Kings Supermarket”, ma comunque ho già chiesto al nostro ufficio di Miami di contattarti personalmente per fornirti altre indicazioni. Continua a seguirci! Grazie, Cristina.
Cristina,
non chiudere occhio al mercato degli USA nella parte del New Jersey… vi e’ una marea di italiani in questo stato, e adesso, con Nutella essendo venduta nei supermercati, vi e’ sicuramente posto per la vostra “Nocciolata”. Potresti mandarmi i nomi dei rivenditori del vostro prodotto dalle mie parti? Come precedentemente menzionato, vivo new New Jersey. e vorrei veramente assagiare questa Nocciolata!!!!!
Grazie, buona fortuna ed auguroni.