Nel Cuore della Natura,
la Natura nel Cuore

Sostenibilità

Un cammino ecologico

La scelta del biologico significa entrare in un cammino globale di sviluppo sostenibile.

Lo scopo, infatti, è quello di ridurre l’impatto della produzione sull’ambiente, specialmente nel consumo di combustibile fossile e nell’emissione di gas serra, ma anche di evitare l’uso intensivo dei terreni e di acqua.

Molti sono stati gli investimenti fatti in questa direzione. Presso il sito produttivo di Foza, sull’Altopiano di Asiago è stato installato un sistema di cogenerazione, che produce acqua calda e energia elettrica partendo dal metano, riducendo il consumo di combustibile del 50%.

L’intera produzione opera con un basso consumo energetico – tutta l’energia utilizzata è da fonti rinnovabili (eolica) – e l’acqua utilizzata viene rimessa in circolo solo dopo essere stata trattata e depurata. Inoltre, sono stati installati pannelli fotovoltaici sulla sede amministrativa di Asiago e sul centro logistico di Albaredo d’Adige (Verona).

 

Inoltre nel 2014 Rigoni di Asiago ha deciso di effettuare lo studio di Carbon Footprint su tre dei suoi prodotti, utilizzando l’approccio dalla culla alla tomba (from cradle to grave) ovvero di conteggiare qualsiasi fase dall’estrazione o coltivazione delle materie prime necessarie fino allo smaltimento finale dei rifiuti.

 

Che cosa è la Carbon Footprint (CFP)?

  • La Carbon Footprint, in italiano Impronta di Carbonio, è un indicatore che quantifica le emissioni di gas ad effetto serra derivanti dalla produzione di un bene (prodotto o servizio) o dallo svolgimento di un’attività umana.

L’impronta di carbonio misura perciò il contributo ai cambiamenti climatici in atto sulla terra, provocati dalle attività umane.

I gas ed effetto serra vengono misurati in tonnellate di anidride carbonica equivalente (t CO2 eq.) ed espressi anche nelle unità di misura di ordine di grandezza inferiore, come il chilogrammo (kg CO2 eq.).

L’impronta di carbonio è perciò uno degli indicatori disponibili per esprimere l’impatto ambientale lungo l’intero ciclo di vita di un prodotto, su un singolo fenomeno di degradazione ambientale, in questo caso il riscaldamento globale.

LCA_CFP

Che cosa è l’analisi del ciclo di vita (LCA)?

  • L’analisi del ciclo di vita è un “procedimento oggettivo di valutazione di carichi energetici ed ambientali relativi ad un processo o un’attività, effettuato attraverso l’identificazione dell’energia, dei materiali usati e dei rifiuti rilasciati nell’ambiente. La valutazione, include l’intero ciclo di vita del processo o attività, comprendendo l’estrazione e il trattamento delle materie prime, la fabbricazione, il trasporto, la distribuzione, il riuso, il riciclo e lo smaltimento finale”.


LCA

Che cosa è l’effetto serra?

  • Il pianeta Terra ha un naturale effetto serra che permette di avere una temperatura media di 15° C sulla superficie terrestre, invece dei -18°C in assenza di esso (l’effetto serra naturale è stimato pari a 33° C); questo è dovuto alla capacità di alcuni gas (gas ad effetto serra) di trattenere parte della radiazione solare nella bassa atmosfera.

Il contributo antropogenico all’effetto serra è iniziato durante la prima rivoluzione industriale (intorno all’anno 1780), quando la popolazione umana ha cominciato a rilasciare grandi quantità di carbonio in atmosfera, contenuto nei combustibili fossili (carbone, petrolio, ecc).

Che cosa è il riscaldamento globale?

  • Il riscaldamento globale è un fenomeno climatico che indica l’aumento di temperatura dell’atmosfera e degli oceani. Oggi viene utilizzato per indicare l’incremento delle temperature medie terrestri a partire dalla metà del 1900.

Questo incremento è stato attribuito dalla comunità scientifica internazionale all’aumento delle concentrazioni di gas serra in atmosfera, provocato dalle attività umane quali utilizzo di combustibili fossili e deforestazione.

L’aumento di temperatura media già avvenuto e quello ulteriore che ci si aspetta provocheranno l’incremento del livello del mare, il mutamento del regime delle precipitazione in diversi luoghi del mondo, la riduzione del ghiaccio artico e del permafrost ed infine l’acidificazione degli oceani.

A cosa serve l’impronta di carbonio o impronta climatica?

  • Come già detto la Carbon Footprint è un indicatore di carattere ambientale e ha una doppia valenza, infatti esso è sia uno strumento di autodiagnosi e miglioramento sia uno strumento di marketing.

La prima declinazione è utile all’azienda interessata a conoscere il profilo ambientale di un proprio prodotto ed individuare i possibili miglioramenti in termini di processo produttivo e perciò di utilizzo di energia e di materiali.

Nella seconda declinazione è uno strumento utile sia all’azienda per comunicare i proprio risultati, obiettivi e miglioramenti approntati in maniera oggettiva, sia al consumatore che ha la possibilità di scegliere prodotti sui quali è in atto un processo di miglioramento continuo o con un minor impatto ambientale rispetto ad un prodotto concorrete, diventando perciò un consumatore maggiormente consapevole.

Che cosa è il progetto ministeriale di quantificazione dell’impronta di carbonio?

  • Rigoni di Asiago ha partecipato al bando ministeriale “Bando pubblico per l’analisi dell’impronta di carbonio nel ciclo di vita di prodotto a largo consumo” del 2013 nell’ambito del programma nazionale per la valutazione dell’impronta di carbonio.

Si tratta di un programma co-finanziato dal Ministero dell’Ambiente del Territorio e del Mare che prevede l’analisi dell’impronta di carbonio. Lo studio di Rigoni di Asiago ha previsto l’analisi di tre prodotti dell’industria conserviera, sulla base delle norme di riferimento dell’analisi del ciclo di vita (ISO 14040, ISO 14044) e delle specifiche tecniche per Carbon Footprint e relativa comunicazione (ISO/TS 14067).

Logo ministero CFP

http://www.minambiente.it/pagina/impronta-ambientale

 

LO STUDIO DI CFP DELLA RIGONI DI ASIAGO

Rigoni di Asiago ha deciso di effettuare lo studio di Carbon Footprint su tre dei suoi prodotti, utilizzando l’approccio dalla culla alla tomba (from cradle to grave) ovvero di conteggiare qualsiasi fase dall’estrazione o coltivazione delle materie prime necessarie fino allo smaltimento finale dei rifiuti.

Le fasi del sistema considerate sono:

tabella

 

I prodotti oggetto dello studio sono:

  • Nocciolata, nel formato da 350 grammi.
  • Miele di Acacia, nel formato da 300 grammi.
  • Fiodifrutta, preparato a base di frutta, fragole e fragoline di bosco, nel formato 330 grammi.

L’unità funzionale dello studio è il termine di riferimento cui associare i consumi di materia, materia e rilasci in ambiente e perciò il profilo ambientale del prodotto. Nel caso specifico l’unità funzionale per tutti e tre i prodotti è stata stabilita pari a 1 chilogrammo di prodotto.

Per rendere le cose più chiare possiamo immaginare perciò che si tratti di:

Unità funzionale OK

 

I RISULTATI DELLA CFP RIGONI DI ASIAGO

Risultati finali di CFP, prodotti a confronto.

 

Tabella risultati OK

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Risultati finali di CFP, prodotti a confronto suddivisi per fasi UP, CORE, DOWN, al 100%.

Lo studio condotto da Rigoni di Asiago ha avuto lo scopo di calcolare la Carbon footprint di prodotto di tre prodotti rappresentativi dell’azienda, esempi delle tre principali linee produttive dello stabilimento di Foza. Dei tre prodotti, quello con l’impatto maggiore è la Nocciolata, seguito da Fiordifrutta e miele di acacia.

È stato osservato che, per tutti e tre i prodotti, l’impatto maggiore si ha in fase Upstream, ossia nella coltivazione delle materie prime costituenti il prodotto, nell’estrazione delle materie prime per il packaging, i trasporti fino allo stabilimento. In particolare, la Nocciolata è costituita per oltre l’80% dell’impatto  alla fase di Upstream, mentre Fiordifrutta e miele di acacia hanno questo contributo assestato circa al 60%.

All’interno del ciclo di vita, la successiva fase di impatto è il Core process, il quale vale, proporzionalmente e in valori assoluti, di più per il Fiordifrutta (circa 35%) che per gli altri: ciò è dovuto alle forniture, al trasporto refrigerato e al vapore utilizzato nel processo produttivo.

Infine, il fine vita presenta valori abbastanza simili in valore assoluto tra i tre prodotti (vi sono ovviamente differenze nella percentuale sul totale), e le lievi differenze sono dovute alla logistica di distribuzione verso i mercati esteri.

Uno studio di Carbon Footprint è il punto di partenza per la diagnosi dei processi aziendali, lo strumento indispensabile per innescare un circolo virtuoso di miglioramento continuo implementando azioni volte alla progressiva diminuzione dell’impatto ambientale.

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